Puglia ancestrale - i pagliari patrimonio unesco 1996

Puglia Ancestrale: Il progetto nasce dall’opportunità di rappresentare la caratteristica campagna pugliese di circa 100 anni fa. Elemento tipico è il Pagliaro, nato dal bisogno di trovare un riparo temporaneo ai contadini, pastori e agli animali.           

Realizzati con la tecnica del muro a secco ed apparentemente simili ai trulli, sono molto più antichi – probabilmente risalenti all’ Età Megalitica - e si contraddistinguono per l’ambiente spartano e privo di finestre.

Vera e propria arte urbanistica che però in Puglia pare ormai essere stata dimenticata: difatti, i pochi maestri scalpellini ancora in vita sono ultra ottantenni.
Le nuove generazioni, nel tempo hanno scelto di non seguire le orme dei padri e dei nonni, rifiutando l’eredità di un enorme patrimonio artistico-culturale, a cui è stata fortunatamente restituita nuova vita dall’arrivo nel porto di Bari della nave albanese Vlora, con a bordo ventimila albanesi, nel lontano agosto 1991.
Molti di loro si riversarono nelle campagne dell’entroterra e con pazienza e umiltà, affiancarono i pochi maestri ancora in vita, imparando un’arte che nel 1996 fu dichiarata Patrimonio Unesco.
I maestri scalpellini, fino ad allora scultori senza valore videro così la rinascita di un’arte.
Gli albanesi oggi, ormai pienamente integrati nel contesto italiano, lavorano la pietra a costi anche abbastanza elevati ed insegnano agli italiani un’arte definita Patrimonio dell’umanità.
Pertanto, l’idea progettuale nasce per promuovere non solo la cultura del recupero inteso come conoscenza, conservazione e promozione del patrimonio rurale Pugliese, ma soprattutto per sviluppare un progetto di inclusione sociale.
Impegnarsi per favorire l’inclusione sociale significa far qualcosa di concreto, affinché siano garantiti a tutti le risorse base, per facilitare l’integrazione nel contesto sociale e nel mercato del lavoro.